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Quando il nome del VIP non basta

L’attico di Gucci, la villa di Versace
Un incubo vendere le case da sogno

Sul mercato da anni, prezzi tra 30 e 45 milioni: ma non ci sono compratori

Sogni di case, al di là di ogni immaginazione. Due gioielli unici e con quotazioni incredibili da decine di milioni, in vendita da anni, che non trovano mercato, eppure non scendono di prezzo. Sono (e restano) con orgoglio tra le case più costose d’Italia, in bella vista sui siti, con foto che rimbalzano periodicamente da un social all’altro. Da una parte, appena rilanciata da Engelvoelkers.com , c’è la maison che fu abitata da Maurizio Gucci e conte Agusta, unita alla vecchia sede della Coca Cola. Sono 1.300 metri quadrati di attico e superattico, con 37 vetrate che affacciano su piazza San Babila, più altri 800 di terrazza panoramica con giardino pensile, piscina Jacuzzi esclusiva, oasi, pergolato, barbecue e torretta da cui si domina tutta Milano. Dall’altra parte c’è la villa strepitosa di Santo Versace in via dei Giardini: duemila metri quadrati di edificio ottagonale progettati nel 1953 dagli architetti Carlo De Carli e Antonio Carminati, saloni imperiali, marmo prezioso e tappeti di mosaico, più belvedere panoramico mozzafiato che affaccia sul grande parco interno. Zone esclusive, di extra lusso, caselle viola del Monopoli. Investimenti sicuri, beni rifugio (inarrivabili) in tempi di crisi finanziaria.
In quelle zone, per appartamenti da ristrutturare (com’è quello di Gucci), si pagano tra gli 8 e i 10 mila euro al metro quadrato, dicono gli esperti di settore: ma loro, i gioielli di Milano, puntano al raddoppio. Per entrambi gli alloggi, in vendita da più di tre anni, «si parla di ventimila euro al metro quadrato», scandisce bene le lettere, incredulo anche lui, un agente immobiliare. Fatti due conti, si tratta di 30 milioni per Gucci e 45 per Versace. Questa seconda, nel 2012, compariva sul sito di Sotheby’s International Realty addirittura per 49 milioni, 23.330 euro al metro quadrato. «I prezzi sono scesi leggermente, adesso». Non di molto, peraltro. E sono giusti? «Queste case sono pezzi unici, in aree che hanno fatto la storia di Milano». Finiranno a qualche magnate o emiro arabo.

Ad alcuni attici esclusivi di Porta Nuova, e non solo nel Bosco Verticale, è successo: venduti a cifre da capogiro, proprio 20 mila euro al metro quadrato (anche se erano più piccoli). Del resto, se Milano non si gioca oggi le sue carte, quando lo farà? Complice anche Expo, la città ha ricominciato ad attirare investitori internazionali. Trattative riservate, si legge sugli annunci: nel quadrilatero ce ne sono diverse. In via della Spiga un enorme attico, nei pressi del Museo Bagatti Valsecchi un altro. Per i pezzi unici, il costo non viene detto per telefono e prima dell’appuntamento, ci sono controlli sull’identità del pretendente, e sul patrimonio. Poi, se del caso, il gioiello si svela. E sono vertigini. Anche per il prezzo dell’immobile (e le spese di condominio?). Sognare non costa nulla. Comprare, moltissimo.

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